ICOM – ic-756pro3 VS ic-751

Ic-756pro3 VS Ic-751

 Nell’ambiente lo si sa: il radioamatore è un bambinone.

A riprova di questo, potrei citare mille aneddoti, ma il momento in cui tale regressione infantile avviene in modo particolarmente accentuato è quando, dopo mille economie, il salvadanaio-porcellino viene sventrato e con i talenti contenuti nelle sue viscere, ci si riesce a regalare finalmente una nuova radio.

L’occasione per assistere al lieto evento si è avuta quando Dino, compagno di mille avventure ormai, dicide di acquistare (usato) un icom 756 pro3. Le fasi della ricerca e delle trattative quanto mai burrascose, hanno dato un gusto assai più dolce all’arrivo della radio già dal momento in cui il pacco ha varcato la soglia di casa Tersigni.
La prima cosa che ci viene in mente e che poi era stata oggetto di lunghe discussioni è:

«Ma.. ‘sta scatola colorata, varrà il sacrificio del caro maialino?
E di qui…le varie interpretazioni sul tema:

««…bah..secondo me le radio di una volta non hanno eguali per via dei filtri meccanici e della concezione non improntata al risparmio (anche di stagno nelle saldature!!)»

«..la tecnologia porta inevitabilmente ad un miglioramento delle prestazioni..sennò che progresso sarebbe?

Queste sono solo alcune delle opinioni esternate nel continuo dibattito tra tradizione e evoluzione delle apparecchiature. Ma per fugare i nostri dubbi non ci resta che collegare l’apparato all’alimentazione e prodigarci nelle prime prove di ascolto e valutazione delle varie funzioni. L’impressione generale è sicuramente di un apparato completo e ben fatto. L’ascolto in condizioni difficili è molto buono, i segnali bassi vengono tirati fuori dal rumore con sufficiente pulizia e i filtri digitali svolgono bene il proprio lavoro. In più, rispetto alla vecchia serie pro (di cui sono attualmente in possesso) ha migliori caratteristiche di resistenza alle intermodulazioni nelle bande basse, dove per forza di cose l’ascolto si fa più complicato.
Bene, l’apparato sembra non deludere le attese, si comporta egregiamente ed in più è anche bello da vedere (il che non guasta) ma….non abbiamo risposto alla domanda principale: è effettivamente superiore ad un apparato di vecchia generazione?

La risposta è a portata di mano…e lo sappiamo. Poco a sinistra del nuovo e fiammante Pro3, fa capolino un timido e sommesso apparatino. Così anonimo che persino quelli della ICOM al momento della progettazione, hanno pensato bene di non dotarlo di una EPROM, troppo costosa per un apparato di fascia “Entry”, optando per una ben più economica RAM, la quale (per sfortuna nostra) necessita di batteria tampone per “esistere” e mantenere “vivo” l’apparato.

Bah…nonostante le premesse davano il piccolo ic-751 quasi per spacciato nel confronto con le moderne tecnologie, la prova pratica di ascolto ha sorpreso (me in primis). Fatte salve le maggiori dotazioni di funzioni e amenità varie di cui il PRO3 è dotato, il 751 oltre a non cedere un millimetro su nessun altro parametro preso in considerazione, viceversa stacca il Pro3 sulla sensibilità e sul rapporto segnale/rumore. In poche parole il giudizio si fonda su l’ascolto di un segnale difficile preso in 80 metri con la banda invasa dal rumore come è tipico di queste frequenze. Con il Pro3 si hanno diverse difficoltà nella comprensione e bisogna attaccarsi a tutti i filtri e PBT vari per poter pulire bene il segnale dal disturbo. Col 751 invece senza dover far ricorso a nessuna “manopola magica” il segnale rimane intellegibile e più netto rispetto al rumore di fondo e l’ascolto risulta molto più “confortevole” all’orecchio senza apprezzabili distorsioni del segnale ricevuto.

Beh, forti di queste prime impressioni, potremmo rispondere ora alle domande che ci eravamo posti. Fermo restando che le nuove tecnologie non hanno portato reali rivoluzioni sulle prestazioni delle apparecchiature, resta comunque il fatto che queste radio hanno una serie di dotazioni che permettono all’Om di districarsi meglio e con maggiore velocità nelle operazioni DX e pertanto il passaggio alle nuove tecnologie è giustificato. Detto questo, operare con radio non recentissime non è assolutamente una scelta di ripiego, significa piuttosto utilizzare gioielli che nonostante gli anni sulle spalle continuano a essere efficienti e competitivi con i più attuali ritrovati della tecnica, permettendo ai DX’er “old style” di sentirsi più vicini allo spirito del vero radioamatore….tutto ingegno e volontà, e a distanza di sicurezza dal mondo che ci vuole sempre più…operatori-consumatori che OM.

Questa voce è stata pubblicata in Radiotecnica e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento