Attivazione SOTA AB-032 Monte Panico

SOTA AB-032 M.Panico

23 Settembre 2008
Mesi di preparativi psicologici, tentativi di organizzare una nuova spedizione andati a vuoto, ma quasi a distanza di un anno si torna su in quota per attivare con la radio la cima di una montagna: e fu di nuovo SOTA!

Le antenne con il tricolore, quest'ultimo ormai tradizionale nelle nostre attivazioni
 

 

 

 

 

 

 

 

 

le antenne con il tricolore, ormai tradizione per le nostre attivazioni

Nel Sota, radio e montagna si sposano deliziosamente in un’esplosione di libertà e sacrificio che spingono l’OM ad abbandonare il caldo e il comfort del proprio shack a cercar soddisfazioni e stimoli diversi dal solito.

Chi l’ha detto che il radioamatore è un pigro che mal sopporta qualsivoglia tipo di movimento? Il Sota spinge l’OM ad abbattere i propri limiti, sfidare le proprie reticenze e infine a diventare uomini migliori. Si, la sparo grossa, ma l’occasione di questa nuova “radio-avventura”, ha dato modo a chi nulla o poco voleva sapere del mondo della radio e dei radioamatori, di ricredersi (o quasi) sulla bontà delle nostre attività collaterali.

Il gruppo, costituito dall’intera famiglia Tersigni e da un ramingo bestione barbuto (il sottoscritto), si trascina stancamente sul pendio erboso, carichi fino allo sfinimento, ma decisi a portare a termine l’impresa.

Dino-sherpa, impegnato in “difficili” scambi di rapporti con stazioni in banda 6 metri

A sorpresa ma non troppo, è presente anche Anna, consorte devota a tal punto da spingersi nello studio (matto e disperatissimo) dei sacri testi del radiantismo, e da convolare a giusta licenza radioamatoriale.

La vera trionfatrice della spedizione, Anna (iz0owt) ha dimostrato quanto possa essere tenace una YL, la passione per la radio e per la famiglia ha reso possibile la sua impresa!

L’allegra brigata così improvvisata, si spinge nottetempo nella tetra boscaglia del Parco d’Abruzzo e dopo non poche difficoltà affrontate (“orchi” usciti direttamente dal celebre romanzo di Tolkien e “creste affilate della Terra di mezzo” che spingono in scarpate dalla sinistra infinità) riescono a portarsi sulla vetta dove trovano conforto e rifugio in esili ed effimere tende di nylon, lasciate in balia della furia degli elementi. La prova di coraggio di Anna, stupisce tutti, la prima ad avere una parola di conforto nei momenti di difficoltà, l’ultima a voler andare via, nonostante la stanchezza, ormai in completa simbiosi con l’universo naturale che ci circonda. La notte scorre silenziosa e umida, tra vacche di montagna che mi annusano pensando fossi un vitello e il tremore di Dino che non riesce a scaldare le punte dei piedi e delle orecchie. Il resto è solo silenzio assordante della quota, concimi naturali e solitudine: 24 ore di full immersion in un mondo selvaggio ed incontaminato.

Allungato su delle pietre che ammaccano le ossa e stanco dalle fatiche della salita, dormo pochissimo e male, percui ancora nel buio allestisco la stazione e comincio a fare qualche qso di prova, mentre Alessandro e Marco attendono impazienti lo spettaccolo che solo l’alba sa regalare.

Arriva la mattina e siamo tutti in piedi per far colazione e cominciare le attività che a fine giornata ci permettono di concludere 54 collegamenti, risultato ottimo per una spedizione Sota.

L’accapamento in vetta, comodo ma non troppo, vacche ed escrementi vari hanno allietato la permanenza!
 
Macinare qso! Questo era l’imperativo, sfruttando il contest HF e 6m in corso, sono stati possibili 54 collegamenti con stazioni italiane ed europee.

Con soddisfazione notiamo che in 40 metri, diverse stazioni italiane e non solo ci cercano e ci fanno i complimenti, ci chiedono la QSL, s’informano delle condizioni meteo e dell’equipaggiamento ed io con piacere rispondo anche agli scettici che non credono ai nostri 5w di potenza; testimonianza del fatto che abbiamo imbroccato le giuste antenne e una buona propagazione. Certo una giornata così vorresti non passasse mai, ma alla fine qualcuno non la pensa come noi: uno sciame di formiche alate (o chissà cosa) ci attacca in forze. Sono migliaia e non fanno altro che appiccicarsi addosso e mordere: e fanno male…siamo costretti a raccattare l’equipaggiamento e a fuggire di corsa a valle per evitare danni maggiori. Alla fine Dino ed io, gli ultimi “stoici” a lasciare l’accampamento, ci ritroviamo con bolle dolorose sparse sul corpo e sul viso, ulteriore ricordo, seppur poco piacevole, di quest’attivazione. Una volta a valle, ci concediamo un piccolo ristoro, nell’attesa di fare una doccia ristoratrice e pensare alle prossime attivazioni.

Una menzione speciale va ad Anna, che ha sostenuto una delle prove più difficili capitatele ma superandola con tenacia e disinvoltura tale da guadagnarsi un posto sicuro nella prossima attivazione Sota!

Ale e Dino, si godono l’alba in quota, mentre decidono cosa fare delle antenne.
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